Intervista al Direttore del Centro Dino Ferrari: Prof. Nereo Bresolin

Intervista

Prof. Nereo Bresolin, Responsabile U.O.C. di Nuerologia e Direttore Scientifico del Centro Dino Ferrari.

 

Nereo Bresolin

 

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Qual è lo stato dell’arte ad oggi sulle malattie neurodegenerative e neuromuscolari, sia da un punto di vista di ricerca, sia medico/assistenziale?

Le malattie neurodegenerative e neuromuscolari rappresentano uno dei temi della neurologia più affascinanti dal punto di vista della ricerca e più impegnativi dal punto di vista medico-assistenziale. Esistono ad oggi orizzonti terapeutici impensabili solo qualche anno fa soprattutto vale l’esempio dell’atrofiamuscolarespinale di cui sono stati presentati i primi documenti in merito alla riabilitazione attraverso terapia genetica e cellulo-mediata nell’ultimo congresso dell’American Academy of Neurology di aprile u.s.

Per molte altre patologie esistono nuovi farmaci, come PTC 124 – Altaruren approvato per la cura e la terapia della Distrofia di Duchenne. La terapia RTE attraverso gli enzimi ricombinanti è già in corso per malattie da accumulo come il deficit di maltasi acida.

Per la Malattia di Alzheimer sono in corso i primi studi attraverso la vaccinazione con beta-amiloide o con anticorpi monoclonali diretti verso specifici epitopi antigenici della beta-amiloide stessa.

Per la Sclerosi Multipla quasi ogni mese viene proposto un nuovo farmaco monoclonale.

Dal punto di visita medico-assistenziale assistiamo a specifici PDTA (percorsi terapeutico diagnostici assistenziali) approvati dal Sistema Sanitario Regionale per Malattie neurodegenerative quali Alzheimer e Parkinson. Il problema sociale di queste patologie è legato all’allungamento dell’età media della vita della popolazione. Basti pensare che sopra gli 80 anni 1 su 4 soggetti ha una patologia legata al decadimento neurocognitivo.

 

Il Centro nasce nel 1978 dal Prof. Guglielmo Scarlato e dall’Ing. Enzo Ferrari. Ne conosciamo i motivi. Ma qual era il modello assistenziale a cui doveva ispirarsi? Oggi mantiene ancora quel modello e cosa lo caratterizza rispetto al passato e rispetto agli altri centri?

La risposta a questa domanda è insita nella prima. Va tenuto conto che in una realtà drammatica in cui versano le Università Italiane in cui è sempre più difficile avere finanziamenti e Centri dedicati allo studio di queste patologie, il Centro Dino Ferrari ha mantenuto inalterato il livello altissimo di pubblicazioni e di credibilità scientifica nazionale ed internazionale. Ciò che lo ha caratterizzato e lo caratterizza come modello ispiratore si può riassumere nel mantenere il Paziente al centro dell’interesse scientifico ed umano, dotarsi di Ricercatori dedicati e di grande profilo scientifico, avere un’autonomia di finanziamento attraverso anche l’Associazione Centro Dino Ferrari. La ricaduta della ricerca deve essere sul paziente e per il paziente. E’ proprio la continuità dei valori che ha consentito al Centro Dino Ferrari di passare inalterato attraverso quasi cinquant’anni di storia.

 

Quali sono le partnership strategiche per il Centro e quali saranno sviluppate?

Esistono partnership “intellettuali” e partnership “economiche”. Per il primo tipo abbiamo contatti con le più importanti Università del Mondo (uno dei progetti più prestigiosi in collaborazione con la Comunità Europea è quello con la Columbia University di New York) ma i rapporti scientifici sono costanti con Parigi, Londra, Berlino, Stoccolma, etc.

Sul secondo punto contiamo molto sull’Associazione Centro Dino Ferrari per lo sviluppo di contatti con Enti che possano sostenere fattivamente la ricerca nel presente e nel futuro.

 

Quali saranno (o dovranno essere) le evoluzioni future del Centro secondo lei? E cosa si prospetta nel futuro per la ricerca, da un punto di vista di scientifico e da un unto di vista di politiche nazionali e internazionali, secondo la sua visione?

Ciò che fa ben sperare in merito all’evoluzione futura del Centro, considerando l’età media dei Ricercatori che attualmente vi operano, è che tra i giovanissimi emergono figure di eccezionale valore scientifico e motivazionale sulle quali dovrà basarsi la struttura portante del Centro futuro.

La sfida è quella di essere sufficientemente propositivi nei confronti dei giovani e di non perdere la loro capacità scientifica e le loro motivazioni.

Un Paese privo di r&d (impegno sulla ricerca e lo sviluppo) è come una ditta che non ha alcuna progettualità e innovazione, destinata quindi sul medio termine  a fallire. Con quest’ottica dobbiamo guardare al pese Italia e, nel piccolo, al Centro Dino Ferrari. Solo gli investimenti, pubblici e privati, potranno salvaguardare proprio il modello assistenziale  e le aspettative di ricerca di cui si faceva cenno all’inizio e che sono state il motore che ha ispirato due grandi uomini quali il prof. Scarlato e l’Ing. Enzo Ferrari nella “vision” del Centro Dino Ferrari si potrà pensare ad una continuità per la ricerca e a una speranza vera e umana per i Pazienti.

 

Perché un cittadino dovrebbe donare per la ricerca del Centro Dino Ferrari?

Per i suoi 50 anni di storia nel campo della ricerca, per la sua consolidata credibilità nelle comunità scientifiche internazionali, per il nome Ferrari e la sua simbologia, infine perchè il Centro Dino Ferrari nasce dall’esperienza vera di un padre che perde il proprio figlio in giovane età a causa di una malattia neuromuscolare, la distrofia!

Qual è la vera storia dietro la scelta del nome Centro DINO FERRARI?

Il vero motivo è emozionante e coinvolgente! 

La Ferrari è il simbolo dell’Italia che conta, dell’Italia che va, Dino Ferrari rappresenta l’antitesi tra la macchina che raggiunge prestazioni straordinarie e una patologia che devasta la motricità del corpo di un giovane di 27 anni, che avrebbe dovuto essere nel pieno delle sue forze, ma che muore di distrofia muscolare. Quindi il sentimento di un padre capace di far muovere un motore meccanico con le sue risorse, ma impotente e incapace difronte al motore umano del corpo di suo figlio destinato allo spegnimento. Questa è la VERA STORIA e da qui nasce tutto.

Nereo Bresolin, Direttore – Centro Dino Ferrari

13 Ottobre 2017

 

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