Prof. Elio Scarpini: “Gli ultimi studi su Alzheimer e Sclerosi Multipla determinanti per nuovi bersagli terapeutici”

 

Alzheimer e Sclerosi Multipla: apparentemente diverse ma con punti di convergenza. Cosa si è scoperto al Centro Dino Ferrari

Ne parla il prof. Elio Scarpini, Responsabile Unità Valutativa Alzheimer e del Centro Sclerosi Multipla del Centro Dino Ferrari

 

IMG_2930

 

SOSTIENI LA RICERCA

DONA ORA >

 

 

I due studi condotti recentemente dal nostro team:

CSF β-amyloid and white matter damage: a new perspective on Alzheimer’s disease

The loss of macular ganglion cells begins from the early stages of disease and correlates with brain atrophy in multiple sclerosis patients

che riguardano rispettivamente la malattia di Alzheimer e la Sclerosi Multipla, si annoverano tra le ricerche di base che il Centro Dino Ferrari ha condotto negli ultimi anni.

I dati ottenuti da queste due ricerche gettano una nuova luce sulle possibili cause delle malattie.

Avendo la fortuna di studiarle entrambe, abbiamo applicato le conoscenze dell’una sull’altra e viceversa e così abbiamo scoperto che ci sono dei punti di contatto.

Premesso che l’obiettivo è sempre quello di identificare le cause di queste malattie, perché se identifichiamo le cause siamo in grado di disporre terapie più mirate, cerchiamo di capire tale scoperta cosa implichi.

L’osservazione emersa da questi studi è che l’Alzheimer non appare più legata esclusivamente alla morte dei neuroni della corteccia cerebrale, ma anche ad una sofferenza di strutture che una volta venivano considerate risparmiate dalla malattia, in particolare della mielina.

Nel campo della sclerosi multipla, invece,  esistono ancora delle aree da esplorare dal punto di vista della ricerca. Abbiamo bisogno di idee, quindi persone e strumenti nuovi.  Molto spesso si mutuano conoscenze provenienti da campi di ricerca affini e contigui. In questo caso abbiamo importato delle metodologie applicate alle malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer,  alla sclerosi multipla e il risultato è stato che esiste una correlazione stretta tra l’accumulo della proteina amiloide e il danno della sostanza bianca.

Osservazione importante perché potrebbe aiutarci a scoprire nuovi bersagli terapeutici.

Ricordiamo, inoltre, che il Centro Dino Ferrari è attivo, non solo nella ricerca di base, ma anche nella ricerca clinica con la quale si sperimentano nuovi farmaci sui pazienti attraverso studi multicentrici, internazionali  e di cui per alcuni il Centro è il coordinatore italiano.

Queste ricerche sono possibili solo nei centri a cui afferiscono molti pazienti affetti dalle malattie, nei quali c’è disponibilità di strumenti diagnostici moderni e soprattutto un laboratorio adeguato che ha tutte le strutture per elaborare una diagnosi molecolare moderna.

Al Centro Dino Ferrari convogliano numerosi pazienti, esiste il laboratorio, il reparto di neuroradiologia diretta dal prof. Fabio Triunzi, di medicina nucleare diretto dal dott. Riccardo Benti, di psichiatria diretto dal prof. Carlo Altamura, un laboratorio di neurochimica e genetica molecolare diretto dalla dott.ssa Daniela Galimberti.

L’insieme di tutte queste strutture è in grado di garantire un approfondimento diagnostico adeguato e di selezionare i pazienti per trattamenti sperimentali più appropriati.

 

La Sperimentazione sulle terapie di tipo preventivo per l’Alzheimer.

Possiamo confermare che in questi mesi, nel campo della ricerca clinica, si sta portando avanti una sperimentazione, annunciata precedentemente, sulle terapie di tipo preventivo in tema di Alzheimer. Il Centro Dino Ferrari ne è il coordinatore nazionale.

Dopo i primi risultati sulle terapie, insoddisfacenti in quanto somministrate in modo tardivo, ci siamo focalizzati sulla prevenzione. Al momento è partita la sperimentazione su un gruppo di pazienti conun farmaco, l’inibitore della beta-secretasi  che blocca la formazione dell’amiloide, una delle cause della malattia di Alzheimer.

 

Prof. Elio Scarpini, Responsabile UVA e Sclerosi Multipla – Centro Dino Ferrari

18 Dicembre 2017

 

Aiuta la Ricerca. Il tuo contributo può migliorare la Qualità della Vita di molti Pazienti!

 

Rimani aggiornato, iscriviti alla nostra

Newsletter