SLA: sessualità e intimità

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Dott.ssa Barbara Poletti, che dirige il Servizio di Neuropsicologia Clinica presso l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, sede della Sezione Distaccata del Centro “Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano; co-autori Laura Carelli, Federica Solca, Rita Pezzati, Andrea Faini, Nicola Ticozzi ed il Prof. Hiroshi Mitsumoto, della Columbia University di New York, Prof. Vincenzo Silani, Professore Ordinario della Università degli Studi di Milano, Direttore della sede distaccata del Centro Dino Ferrari.

La sessualità e l’intimità rappresentano un argomento di particolare rilievo per il paziente neurologico sebbene poco trattato per la difficoltà sia del paziente nel discutere la tematica, che del neurologo nel trattarla clinicamente. La sessualità rappresenta, al contrario, un problema ulteriormente rilevante nel definire l’articolato rapporto tra il paziente ed il proprio caregiver, specialmente quando quest’ultimo è il partner. Sessualità ed intimità sembrano avere un ruolo determinante nel definire la qualità di vita sia nei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) che nei loro caregiver. Pertanto, la mancata considerazione di tale argomento potrebbe inficiare la presa in carico globale del paziente.

In una revisione pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, la Dott.ssa Barbara Poletti, che dirige il Servizio di Neuropsicologia Clinica presso l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, sede della Sezione Distaccata del Centro “Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano, ha affrontato l’argomento in modo sistematico con i co-autori Laura Carelli, Federica Solca, Rita Pezzati, Andrea Faini, Nicola Ticozzi ed il Prof. Hiroshi Mitsumoto, della Columbia University di New York, autore co-senior con il Prof. Vincenzo Silani, Professore Ordinario della Università degli Studi di Milano.

La revisione della letteratura esistente è stata completata raggiungendo la consapevolezza che l’argomento è di particolare rilievo, scarsamente considerato nella comune pratica neurologica, meritevole di una più attenta valutazione e considerazione nella visione di una migliore presa in carico multidisciplinare del paziente affetto da SLA. Aggravante del problema è, ovviamente, la presenza di una alterazione cognitiva e/o comportamentale che notoriamente può presentare anche un coinvolgimento fronto/temporale più o meno esteso, con importante ripercussione sulla relazione con il partner. La revisione critica dell’argomento rappresenta ora una pietra miliare di riferimento nella letteratura internazionale e sottolinea l’impegno del Centro “Dino Ferrari” non solo nella diagnosi e ricerca biologica del paziente affetto da malattie neuromuscolari e neurodegenerative ma anche nel trattamento multidisciplinare del paziente e della propria famiglia. La consapevolezza che la malattia colpisce l’intero nucleo familiare del paziente trova nella comprensione del rapporto con il partner/caregiver un momento fondamentale che deve essere affrontato, conosciuto e migliorato. Il lavoro appena pubblicato, fornisce suggerimenti per l’attuazione e la gestione di interventi clinici che contemplino l’argomento, nonché l’indicazione per futuri approfondimenti di ricerca sul tema.

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